Venerdì 16 dicembre ore 17 Presentazione del volume realizzato da O.P.PE.F.S. SCARL, Organizzazione Produttori Pesca di Fano, Marotta e Senigallia – Società Consortile a.r.l.
Intervengono: Tonino Giardini, presidente di O.P.PE.F.S. SCARL e Maria Lucia de Nicolò, direttore del Museo della Marineria W.P. Pesaro. Ingresso gratuito

L’Organizzazione Produttori della Pesca di Fano, Marotta e Senigallia torna a pubblicare, grazie al lavoro di ricerca di Maria Lucia De Nicolò e alla collaborazione con il Museo della marineria di Pesaro. Un impegno, quello della nostra O.P. nell’ottica della promozione del nostro pescato supportato dal FEAMPA. Siamo in presenza di una serie di ricerche preziose, che mantengono inalterate nel tempo le conoscenze sulla produzione ittica ed il contesto sociale in cui si è sviluppato. Quella che si presenta è la sesta pubblicazione di una serie di piccoli volumi che hanno per oggetto ognuna una specie ittica, frutto della pesca delle nostre flotte, vista sotto varie sfaccettature: come storia della pesca, come descrizione delle tecniche di cattura, come la tenuta sociale del territorio, come valorizzazione del prodotto oltre che come salvaguardia della cucina popolare. Le specie trattate fino ad oggi sono le vongole di mare autoctone (chamelea gallina), a cui hanno fatto seguito le pubblicazioni sulla seppia, sul cefalo, sul pagello rosa, sul lumachino, sulla triglia e sulla gallinella (mazzola). La scelta delle pubblicazioni è sempre caduta, in questi ultimi dieci anni, su specie ittiche di gradimento di una ampia fascia di consumo che sono stati presenti per secoli sulle tavole del popolo. Quest’ultima pubblicazione non predilige però una sola specie ma bensì una intera classificazione scientifica, quella dei crostacei, dove troviamo famiglie di specie assai popolari come il granchio comune (carcinus aestuarii) cannocchia o nocchia (squilla mantis) o gambero rosa (parapenaeus longirostris) e specie pregiatissime di elevatissimo valore come astice (homarus gammarus), scampi (nephrops norvegicus) e aragoste (palinurus elephas). Non mancano specie di magnifica qualità e con prezzi abbordabili come la granceola (maja squinado) o la mazzancolla (penaeus kerathurus). Questa pubblicazione disegna una carrellata di pesci del nostro mare che trova un amplissimo gradimento, un percorso storico fino ai nostri giorni con l’apparire tra le new entry mediterranee, del “granchio blu” (callinectes sapidus), con tutte le conseguenze e lo stravolgimento che detta specie ha portato agli habitat di mare e delle lagune nel nord-Adriatico, … ma questa è cronaca dell’oggi. Per noi adriatici resta comunque una specie ‘Regina’ dei nostri fondali sabbiosi e fangosi, la nocchia, che con la sua folta presenza nel nostro mare ha dato, da sempre sostegno, alle nostre flotte e gioia alle nostre tavole. La denominazione “pesce armato”, ora disusata ad indicare i crostacei, viene documentata fino all’Otto-Novecento. Più precisamente la dizione “pesce armato di scorza dura” era identificativa dei molluschi muniti di conchiglia quali ostriche, cappe, telline, vongole, cozze, garagoli ecc., da distinguersi rispetto al “pesce armato di scorza tenera”, che comprendeva invece granchi, canocchie, gamberi, astici ecc. che rappresentano appunto i crostacei della tradizione.
