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18.07-2026 – ore 18 Il mare invisibile. Inaugurazione mostra fotografica e conferenza

Venerdì 18 luglio alle ore 18 nel Parco di Villa Molaroni, sarà inaugurata la mostra, “Sul fondo del mare” del fotografo subacqueo Marco Boncompagni a cui farà seguito la conferenza “Sul fondo del mare”; relatrici Prof.ssa Federica Semprucci e Dr.ssa Eleonora Grassi, phad Univerisità degli Studi di Urbino Carlo Bo.

In mare, vedere non è mai un atto scontato. L’occhio umano e l’obiettivo fotografico sono strumenti potenti, ma inevitabilmente limitati: dipendono dalla luce, dalla trasparenza dell’acqua, dalle correnti, dalla distanza e dal tempo a disposizione per lo scatto. A questo si aggiunge la straordinaria capacità degli organismi marini di sottrarsi allo sguardo, di confondersi con l’ambiente, di trasformare il mimetismo in una strategia di sopravvivenza. Così, la macrobiodiversità marina, che a prima vista potrebbe apparire accessibile, si presenta invece come un territorio di soglie: visibile, sì, ma non immediatamente leggibile; presente, ma spesso nascosta; vicina, eppure ancora inaccessibile alla maggior parte delle persone. È proprio in questa tensione tra presenza e rivelazione che la fotografia subacquea ci viene in soccorso permettendoci di fissare fugaci attimi di realtà che inevitabilmente sfuggirebbero allo sguardo. Essa non si limita a mostrare ciò che il mare contiene, ma ci introduce ad un diverso tempo dell’osservazione fermando l’istante e restituendolo alla nostra attenzione, poco prima distolta dall’inestricabile ricchezza del fondale marino. Grazie all’immagine, un anfratto, una parete rocciosa, una scogliera sommersa o un fondale apparentemente uniforme si trasformano in luoghi narrativi, in spazi abitati da organismi con i loro adattamenti e le loro relazioni. Ogni organismo fotografato è pertanto l’espressione di una meravigliosa complessità in quanto parte di un sistema più ampio: una rete ecologica nella quale ogni presenza ha un ruolo, ogni forma è il risultato di un dialogo antico con l’ambiente, ogni equilibrio parla anche della nostra possibilità di continuare ad abitare il pianeta. Questa è la suggestiva narrazione della mostra fotografica di Marco Boncompagni il cui sguardo ci conduce dentro una consuetudine paziente con il mare del Conero e con uno dei suoi luoghi simbolici, il Trave, raccontati negli anni attraverso immersioni, stagioni, ritorni e nuove apparizioni. Le sue fotografie ci ricordano che la conoscenza nasce spesso dalla frequentazione, dalla fedeltà a un luogo, dalla capacità di vedere differenze là dove altri vedrebbero solo continuità. Questa   mostra invita il visitatore proprio a compiere questo passaggio: dal mare immaginato al mare osservato, dal paesaggio generico al dettaglio significativo, dalla meraviglia estetica alla consapevolezza ecologica. Le immagini non propongono soltanto un repertorio di incontri, ma un invito all’attenzione.

La mostra sarà visibile fino al 30 agosto.